Billabong PRO Jeffrey's Bay - South Afrika 2010

    

Uscito prematuramente Kelly Slater nel round3, per mano del sempre temibile local Sean Holmes (giunto ai quarti in tutte le edizioni da lui disputate). Assente Parko per un grave infortunio al tallone, quasi scarnificato dalle sue stesse pinne. Incidente occorsogli a Snapper, dov’è finito dentro al “blender” (il frullatore) mentre sfidava l’ennesimo tubo.

Avrebbe potuto essere l’occasione giusta per Fanning e Taj, per accorciare sul duo di testa. Nonostante il loro ottimo stato di forma è stato però Jordy Smith a prendere il largo, sfruttando sia l’occhio benevolo dei giudici sia la conoscenza quasi perfetta dello spot che gli ha permesso di vincere anche nelle heat con onde minime su cui ha sfoggiato gran parte del suo repertorio (contro Owen Wright, brillante rookie della manifestazione e del world tour e Bede Durbidge in semifinale).

Proprio le suddette vittorie hanno destato qualche perplessità sui punteggi molto alti ricevuti da Smith su ondine aldisotto degli standard giornalieri. Come ha ricordato Occhilupo in videocronaca e come ha sottolineato Bede, commentando il suo mancato accesso alla finale.
Ciononostante Jordy ha meritato la sua prima vittoria nel tour ed il conseguente primo posto in classifica.

Da segnalare oltre al 10 di Bottle Jay Thompson, nel round2;
la quasi rissa fra Andy Irons ed il fotografo in acqua, reo di averlo ostacolato sulla sua onda migliore che avrebbe potuto permettergli di superare il forte local Holmes.
Quest’ultimo vittima di un forte mal di schiena ha giocoforza tentato la tattica di scegliere le onde più grandi su cui ricavare punteggi che su misure inferiori non avrebbe potuto ottenere vista la scarsa mobilità e la conseguente impossibilità di lavorarle con forza. Nella heat con Slater ad esempio aveva la priorità ad un minuto dalla fine ma lo ha lasciato partire sulla prima onda del set, rischiando, ma Kelly sbaglia l’aerial finale e lui viene ripagato dall’onda migliore con cui chiude la partita.

Taj parte fortissimo, ottenendo anche il miglior punteggio del contest nella heat contro Tiago Pires, ma è parso stranamente fuori ritmo in semifinale contro Adam Melling. Quest’ultimo è stato autore di una gara di sostanza con punteggi sempre molto solidi che gli hanno permesso di superare anche Damien Hobgood (finalista nel 2009), il quale aveva interrotto la gara di Mick Fanning.


 
   

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